Angelo Branduardi....... un poeta....I testi di alcune sue  " opere"

 

 

Di seguito i testi delle canzoni di Angelo Branduardi, dall'ultimo suo album:

Altro e Altrove 

 

Laila, Laila

Laila, Laila tu
Laila, Laila ah…
la tua bocca nasconde tre cose:
bianche perle in fila,
un profumo di erba
ed un sorso di vino di Shiraz.

Laila, Laila tu
Laila, Laila ah…
Ha profumo d’erba il tuo fiato.
Laila,Laila….
La tua bocca nasconde tre cose:
sono perle in fila
i tuoi denti bianchi
ed un sorso di vino di Shiraz.

Laila, Laila tu
Laila, laila ah…
Nei tuoi occhi vedo tre cose:
i diamanti neri di dell’Hindustan
e le sete preziose di Labore.
Laila, Laila…
Nei tuoi occhi vedo tre cose:
le fiamme ardenti di un vulcano
ed un sorso di vino di Shiraz.

Fiamme di un vulcano nei tuoi occhi,
è di seta il tuo desiderio!
Laila, Laila…
Tu negli occhi nascondi tre cose:
i diamanti neri dell’Hindustan
ed un sorso di vino di Shiraz.

Tre cose nel tuo cuore:
il cobra di Birmania,
tutti i fiori del Bengala,
ed un frutto velenoso!
Laila, Laila tu
Laila, Laila ah…
Tu nel cuore nascondi tre cose:
il tuo dolce bacio che mi perderà
ed un sorso di vino di Shiraz

 

 

Notturno Indiano

Vieni, Amore mio, segui i miei passi
saliremo il fianco della montagna,
Vieni, Amore mio, segui i miei passi,
là ci fermeremo e sarai mia sposa.

Poi passeranno le Stelle Bambine
e gli Astri del Nord…
E vedremo navigare l’Uccell di Tuono,
Tempesta e vento…

Vieni, Amore mio, verrà il tramonto
e delle foglie d’autunno ti parlerò.
Vieni, Amore mio, guarda la Luna,
viandante della notte, sopra di noi.

E il gufo grider che il mondo
ora dorma…
E tutto attorno a noi nel Sogno affonderà
e le Stelle Bambine tramonteranno.

 

 

La candela e la falena

Io ti canto dolce candela
che tu sia di tua luce amante,
sono la fiamma e la falena
come verità ed amore.
Per amore danzo nel fuoco,
per te l’amo…non ho altro amore,
la mia passione si spegnerà
nella fiamma che ti consuma.

Nella luce io danzo, per fuoco d’amore.
Amo il fuoco per te…altro amore non ho.

Io ti canto bella falena
ché tu sei di mia luce amante,
tu non conosci la verità…
il tuo volo è un illusione.
Amo me stessa e la mia morte,
con me arde il fuoco, non io nel fuoco.
E quando all’alba mi spegnerò
di me traccia non resterà.

 

 

Se Dio vorrà

Ti prego, ascolta mio Signore, per Allah,
tu che fai le mele maturare…
Se Tasadit mi guarda da sotto quelle ciglia,
il fiato mi manca e non respiro più.

Ti prego, ascolta mio Signore, per Allah,
tu che fai le mele maturare…
Se Mina mi vorrà,scioglierò le fasce
che le coprono il seno e sul mio tappeto dormirò.

Per Jasmina stò impazzendo,
per quel volto come di luna!
Io per Lalla più pace non avrò,se non slaccerò la sua veste
e a me la stringerò!
E ti prego, che il suo vecchio marito
al mercato si perda per strada
e più non ritorni…
ti prego, Signore, per Allah!

 

Io canto la ragazza dalla pelle scura

Io canto la ragazza dalla pelle scura,
come una quercia al vento, cammina ondeggiando.
Io, avido, ho bevuto il suo amore a pieni sorsi
finchè non ho sentito il mio cuore farsi acqua.

Lei muove i suoi capelli come le piume del pavone
che scuote le sue ali, ma non potrà mai volare.
Un ragazzo coraggioso osò prenderla di mira…
al cuore l’ha colpito ed a morte l’ha ferito.

Io canto la ragazza dalla pelle scura,
come una quercia al vento, cammina ondeggiando.
Un lampo fra le nubi, lo sguardo dei suoi occhi
rischiara all’improvviso il buio della notte.

Le sue guance sono rose nella mano del sultano,
corallo la sua bocca, rosse le sue calde labbra.
La copre un mantello che le sfiora la caviglia,
ma, esile, il suo braccio è una spada sguainata.

La cadenza regolare del suo corpo
è un vascello che naviga sicuro…
lascia il porto, prende il largo e va…

 


La Signora dai capelli neri ed il Cacciatore

La collina non salirò
e la mia preda perderò,
se ne è andata la mia voce
e non posso più dormire…
La Signora dai capelli neri
sempre mi torna alla mente
ed io lo so che non prenderò
la mia preda.

Io non ero con Lei sul monte
quando il vento ci chiamava,
io non ero con Lei nel bosco,
nell’oscurità nascosto…
La Signora dai capelli neri
sempre mi torna alla mente
ed io lo so che non prenderò
la mia preda…

Vorrei amarti, mia bella Signora,
vorrei sposarti, se Dio lo vorrà,
con te partire all’Olanda lontana…
mi hai preso il cuore e la mia preda
io perderò

Non ho più la mia fortuna
e non riesco a prendere sonno,
il mio cuore ora è turbato
e io presto sarò grigio…
La Signora dai capelli neri
sempre mi torna alla mente
ed io lo so che non prenderò
la mia preda…

Nella mia mente ci sei sempre tu
e contro tutti io ti avrò
e poi con te viaggerò,
traversando il mare…
 

 

Ille mi par esse deo…un Dio mi pare

Ille mi par… par esse deo videtur
ille si fa… est superare divos

Ille mi par
par esse deo videtur.
Ille si fas
est superare divos.
Sedens adversus identidem
te spectat et audit
dulce ridenten
misero quod omnis
eripit sensus mihi…
Nam simul te
te Lesbia aspersi
nihil est super mihi
tum quoque vocis
lingua sed torpet…
Tenuis sub artus
flamma demanat
sonitu suopte…
Par esse deo videtur…
tintinnant aures
gemina teguntur
lumina nocte

Mi pare un dio quello che siede accanto a te,
occhi negli occhi, dolcemente tu ridi…
Ed io mi sento morire, se ti guardo io,
al mio cuore la voce manca…

 

 

L’ambasciata a Shiragi

Là dove il mare si quieta a sera
le sue ali il gabbiano piega…
Quando da te sarò lontana
io certo morirò per amore.

Sulla mia nave altera
tu potresti salire…
Stenderò le mie vele sopra di te
e poi salperò.

Quando l’autunno ritornerà,
anche noi c’incontreremo,
devo aspettare la marea
e rimpiango di averti lasciata.

Su quella spiaggia lontana,
dove tu ora stai dormendo,
verrà la nebbia dal mare
come il respiro dei miei sospiri.

 

 

Giovane per sempre

Tempo feroce, tempo vorace,
corrompi la tigre ed il leone.
Tempo feroce, tempo vorace,
la terra divora i suoi figli.

Tu strappi i denti alla belva crudele
e la fenice che non muore consumi.
Tu rendi tristi e felici le stagioni,
tempo dal piede leggero,
fa quel che vuoi delle dolcezze del mondo.

Tempo feroce, tempo vorace,
il delitto più atroce ti vieto,
con le tue ore tu non ferire
la fronte del mio caro amore.

Con la tua penna rughe non disegnare,
lasciala intatta nel tuo passare,
a ricordo del bello negli anni a venire.
Tempo dal piede leggero,
fa quel che vuoi delle dolcezze del mondo.

E così nei miei versi il mio amore vivrà per sempre…
e sarà nei miei versi il mio amore giovane per sempre…

 


Ch’io sia la fascia

Ch’io sia la fascia che la fronte ti cinge,
così vicina ai tuoi pensieri,
ch’io sia il grano di mais,
frantumato dai tuoi denti selvaggi….

Ch’io sia al tuo collo il turchese caldo
della tempesta del tuo sangue,
ch’io sia la lana del telaio
che scivola fra le tue dita…

Ch’io sia la veste che porti
sul flusso del tuo cuore,
ch’io sia la sabbia nei mocassini
che accarezza le dita dei tuoi piedi…

Ch’io sia il tuo sogno notturno,
quando nel sogno parli e gemi

 

Lo straniero

La sua gente le diceva:
non fidarti di quell’uomo,
nella tenda l’hai accolto,
lui del male ti farà.
E’ un nemico, uno straniero,
mala sorte porterà,
un pugnale lui nasconde
e alle spalle colpirà.

Rosa del monte…ci tradirà.
Acqua di fonte…ti ferirà
col suo amore.

Se verrà, se di notte verrà,
colpiremo a morte il tuo amore,
bruceremo le vesti e il suo cuore,
se verrà lo Straniero.

Lei diceva alla sua gente:
E’ il mio amico, il mio amore,
ha baciato la mia bocca,
lui paura non avrà.
Ha dormito sul mio braccio
e da me lui tornerà,
ha bevuto del mio vino,
lui paura non avrà.

Rosa del monte…ci tradirà.
Acqua di fonte…ti ferirà
col suo amore.

 

 

La ballata del Fiume Blu

Ero un bambino allora, una bambina tu,
senza sospetti o dubbi.
Tu avevi quattordici anni e io ti presi in sposa,
non sorridevi mai.
Ti chiamavo e tu, rossa di vergogna,
con gli occhi bassi ti nascondevi.
Io pensavo che non ci saremmo separati mai.

Avevo sedici anni e mi mandarono lontano,
fino alle rapide del Fiume Blu.
Può essre così duro affrontare il mese di Maggio
e l’erba copre i miei passi.
Sei rimasta solo…stai perdendo i tuoi colori,
ma verrà il giorno che ti scriverò
e alle Sabbie del Grande Vento io ti incontrerò.

 

 

Il bacio

Lei è venuta da me questa notte
e l’alba non era chiara…
Lei è venuta ed aveva paura
che qualcuno potesse vedere.

Di suo padre aveva paura,
di nascosto era venuta…
Nella notte era fuggita
per venire a dormire con te.

E’ venuta con la paura
che suo padre avesse saputo…
La sua casa aveva lasciato
per venire a dormire con te.

Lei è venuta, io l’ho baciata
ed era dolce il suo bacio.
L’alba era chiara ed ho baciato
quella sua morbida bocca.

 

 

Donna di luce

Con me vieni, Donna di luce,
là dove nascono le stelle…
Sono foglie i tuoi capelli,
il tuo corpo è neve.
Bianchi i tuoi denti,
nere le ciglia,
gioia per gli occhi
le tue guance di rosa.
E’ desolata la piana di Fal
per chi ha visto la Grande Pianura.

Con me vieni, Donna di luce,
là dove nascono le stelle…
La mia gente cammina fiera
ed il vino scorre a fiumi.
Avrai sul capo una corona
e carne e birra
e latte e miele…
Magica terra…
Là nessuno muore
prima d’essere oramai vecchio.

 

 

GIOCHI DI LUCE

 

Dal concerto di Branduardi

al Teatro Verdi

di Firenze

il 3/5/03

 

 







 

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